Il Partito Democratico e la fantapolitica

Released on: November 22, 2007, 7:53 am

Press Release Author: Salvatore Viglia

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Press Release Summary: "Nell'aprile di quest'anno, ho provato ad immaginare uno
scenario politico diverso (l\'articolo è interamente riproposto appresso). All'epoca,
le mie previsioni, forse le mie speranze, non furono affatto prese in
considerazione: «non è pensabile che Berlusconi possa allearsi con il PD, è
fantapolitica -mi dicevano-».

Press Release Body: "Nell'aprile di quest'anno, ho provato ad immaginare uno
scenario politico diverso (l\'articolo è interamente riproposto appresso). All'epoca,
le mie previsioni, forse le mie speranze, non furono affatto prese in
considerazione: «non è pensabile che Berlusconi possa allearsi con il PD, è
fantapolitica -mi dicevano-». Molti deputati e senatori con i quali provai a
prospettare questo scenario, mi sorridevano benevolmente in faccia. Bello ma
impossibile, mi dicevano. Eppure, stando alle ultime notizie ed alla formazione del
nuovo partito del popolo della libertà, questo sodalizio comincia a divenire
probabile. Cosa è la politica se non la realizzazione dell'impossibile? Cosa è la
politica se non l'esclusione delle preclusioni? Una ipotesi di questo tipo,
porterebbe veramente questo paese nella seconda Repubblica. Si scriverebbe una
pagina della storia italiana che chiudendo una fase lunghissima di trasformazione,
spalancherebbe le porte alle novità indipendentemente dagli uomini".


La fusione tra DS e Margherita, ha sancito la realizzazione del nuovo centro. La
novità ha posto non pochi problemi e perplessità soprattutto su due questioni
nodali: la laicità dello Stato ed il posizionamento in Europa di una compagine così
assortita, fare o non fare parte del Pse europeo. Senza scrollarsi di dosso, neanche
per un attimo, il politichese impregnato di demagogia, Rutelli ha dato già una
risposta sebbene sibillina, al secondo quesito: «Non ho dichiarato: mai col Pse»
intendendo aver detto invece: «mai nel Pse», cosa assai diversa. Insomma, due
partiti, da un lato, i DS meno comunisti e, dall'altro, la Margherita, meno
democristiani. Comunque la si voglia mettere, è un evento importante che non può
passare inosservato. Soprattutto per gli effetti "esterni" e di riflesso. Si pensi
al fallimento dell'idea di Pier Ferdinando Casini della creazione di un grande
centro. Così come la delusione di Mastella che ci credeva tanto. Vedersi soffiare il
centro, che era la sua minaccia, sotto il naso . A patto che non si decida di
accettare l'esistenza di due centri che, anche da un punto di vista geometrico, non
trovano accoglienza né nella matematica, né nella logica. Casini, avendo rifiutato
Berlusconi, con chi stipulerà alleanze? Non si sa. Mastella, come un asino tra i
suoni, allibito e stordito al cospetto del progetto Partito Democratico già
realizzato, aspetta che gli venga un'idea. Senza contare l'adesione di Follini che,
a questo punto, è data per scontata.
Per cambiare definitivamente volto alla politica italiana, sarebbe suggestivo che il
Cavaliere chiedesse di farvi parte. «Siamo pronti a larghe intese» parole sue
uscendo dal congresso DS. Ci è piaciuto credere che egli, almeno per un momento,
avesse pensato di aderire al progetto PD. Perché no? Scaricato ormai dalla Lega,
abbandonato da Casini e la sua Udc, diffidato da Fini a riproporre le larghe intese,
potrebbe pensare di entrare definitivamente nella storia di questa Repubblica con
una decisione veramente titanica. I DS non sono più comunisti ma centristi di nuova
forgia, i democristiani della Margherita, meno democristiani e più duttili ai
cambiamenti, più versatili dei "fondamentalisti" dell'Udc, quindi.
Un Partito Democratico con DS, Margherita e Forza Italia, diventerebbe una forza
concepita per governare a lungo. Riposizionerebbe An alla destra dello schieramento
e costringerebbe al ricompattamento i partiti della sinistra compresi i fuoriusciti
dai DS. Il resto, frattaglie che, con una legge elettorale, a questo punto,
convenientemente severa negli sbarramenti, sarebbero costrette a decidere una
collocazione fuori dalle retoriche. Potremmo giurare su un Partito Democratico con
Forza Italia. Una soluzione che farebbe entrare il Paese nella vera seconda
Repubblica. Fantapolitica? Forse, ma stimolante. Siamo sicuri che uno come
Berlusconi, sarebbe capace di una scelta del genere. Invece, farà il Partito Unico
Delle Libertà, con chi? Con Fini che non crede sia possibile dall'oggi al domani per
non dire che non lo vuole affatto? Con chi? Con Bossi che non si fida dei partiti
unici? Con chi, con Casini e l'ossessione delle sue radici democristiane? Con l'IdV
di Di Pietro? Forse con i Verdi? Non resta che Mastella: il classico pezzo in più
che ritroviamo quando rimontiamo il motore della nostra auto: non sappiamo a cosa
serviva, dove stava e dove dobbiamo metterlo. (Aprile 2007).



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